Milan Stagione 1981/82

Testo tratto da “Magliarossonera”

Luigi Radice è il nuovo allenatore del Milan, ed il cambio in panchina non si rivelerà una scelta felice. Dopo anni viene acquistato uno straniero, lo scozzese Joseph “Joe” Jordan. Un acquisto di ripiego visto che era stato già acquistato il belga Ceulemans, il quale arrivò in Italia con la moglie, fece anche le visite mediche, ma ritornato in patria rifiutò misteriosamente il trasferimento.
Lo scozzese, pur entrando ben presto nel cuore dei tifosi dimostrando un’elevata professionalità e notevoli doti umane, mise a segno due sole reti in campionato. Si dice anche che fu un allenamento particolarmente duro di Radice nei suoi confronti a limitarne il rendimento in campo, causa anche una serie di infortuni dovuti proprio a quella circostanza. Arriva anche dall’Ascoli (per 1 miliardo e 320 milioni, cifra eccessiva per un giocatore della sua caratura tecnica) Adelio Moro. Esordisce in prima squadra un altro prodotto del vivaio, Giuseppe Incocciati. Il Milan affronta con entusiasmo la nuova stagione ma già in Coppa Italia si intravedono i segnali di un’annata negativa. Il 2-2 subito all’89’ con l’Internazionale gli nega la qualificazione. In campionato la squadra non ha gioco e trova difficoltà a segnare (saranno appena 21 le reti in tutto il torneo). Radice si dimostra un “sergente di ferro” e non lega con i giocatori; viene esonerato dopo la sconfitta interna con l’Udinese. In tutto questo marasma, la società latita, perché Morazzoni non ha poteri decisionali e Colombo è divorato dai dubbi, “Ma come, un allenatore che ho scelto io non si è dimostrato all’altezza?”
La squadra è affidata ad Italo Galbiati (per un breve periodo affiancato anche da Francesco Zagatti), ma la reazione non c’è e il Milan sprofonda quasi rassegnato. A Como (sconfitta per 2 a 0) c’è anche una pesante contestazione dei tifosi e Fulvio Collovati, divenuto grazie a Radice capitano della squadra a scapito di Aldo Maldera, viene colpito alla testa da un sasso (il gesto costerà due giornate di squalifica di San Siro, cosicchè le gare interne con l’Ascoli, in cui Battistini sbaglia un calcio di rigore, e con la Roma, vengono disputate sul campo neutro di Verona) e qualcosa si rompe definitivamente. Baresi viene colpito da una lunga malattia causata da una misteriosa infezione e manca per quattro mesi, fatali per le sorti della stagione. Dopo l’allucinante sconfitta interna ad opera del Catanzaro allenato da Bruno Pace, Felice Colombo decide di vendere la società e si fa avanti Giuseppe Farina, ex presidente del Vicenza dei miracoli (quello di Paolo Rossi), che il 19 gennaio 1982 diventerà appunto presidente del Milan, ma il primo a non gradire è Gianni Rivera. Al posto di Vitali arriva Antonio Cardillo, uomo di fiducia del nuovo presidente. Il tardivo risveglio non da la salvezza ai rossoneri. Il Genoa sfugge alla retrocessione all’ultima giornata solo negli ultimi minuti della partita con il Napoli al San Paolo, grazie anche ad un incredibile “errore” del portiere partenopeo Luciano Castellini che si lascia sfuggire la palla dalle mani mandandola in angolo. Su susseguente corner, il genoano Faccenda mette in rete. A nulla vale la splendida vittoria in rimonta dei rossoneri a Cesena, seguiti da tantissimi tifosi (da 0-2 a 3 a 2), il Milan è condannato alla retrocessione, questa volta sul campo. La vittoria nella Mitropa Cup quattro giorni prima del nuovo declassamento è il segno di un destino decisamente contrario. A luglio la Nazionale vince il Mondiale spagnolo, il Milan è rappresentato da Franco Baresi (che però non disputa neanche un incontro) e da Fulvio Collovati, entrato in contrasto con la tifoseria rossonera, nel frattempo ceduto da Farina all’Internazionale per Pasinato, Canuti e Serena, ma questa è un’altra storia.

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La Rosa Rossonera 1981/82

Allenatori:
Gigi Radice 23 panchine (16 Campionato, 4 Coppa Italia, 3 Mitropa Cup)
Italo Galbiati 17 panchine (14 Campionato, 3 Mitropa Cup)

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formazione-1982

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Rigoristi: Baresi (3) – Buriani (1) – Jordan (1)

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